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PER L'ANDAMENTO DEI PREZZI, UN FEBBRAIO PRIVO DI TENSIONI

Le proiezioni preliminari dell'Istat indicano un incremento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo dello 0,1% rispetto al mese precedente e dell'0,8% su base annua. Secondo Confcommercio, "pur persistendo l'incertezza, l'economia italiana dimostra di essere robusta".

Nel mese di febbraio, l'inflazione è rimasta stabile all'0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre è aumentata dello 0,1% su base mensile. L'Istat attribuisce questa stabilità principalmente all'attenuarsi delle pressioni sui prezzi dei beni alimentari, sia lavorati che non, i cui effetti hanno compensato il rallentamento della diminuzione dei prezzi dei beni energetici. In particolare, i prezzi dei beni energetici sono scesi del -17,3% rispetto al -20,5% di gennaio. I prezzi dei beni alimentari, della cura della casa e della persona hanno registrato un rallentamento della crescita, passando da +5,1% a +3,7% su base annua, così come i prodotti ad alta frequenza d'acquisto, che sono passati da +3,5% a +2,9%. L'inflazione di base si attesta al +2,4% (rispetto al +2,7% del mese precedente), mentre quella acquisita per il 2024 è del +0,5% per l'indice generale e del +1,1% per la componente di base.

Confcommercio commenta: "Nonostante l'incertezza persista, l'economia italiana dimostra di essere resiliente. I dati recenti, inclusi quelli relativi al mercato del lavoro, all'inflazione e al PIL del 2023, confermano un quadro congiunturale complesso, caratterizzato da elementi positivi e negativi. La leggera diminuzione degli occupati a gennaio non deve essere vista come un segnale negativo definitivo, ma piuttosto valutata con cautela, considerando la tendenza positiva dell'occupazione nel lungo periodo. Tuttavia, preoccupano i segnali di difficoltà nel settore dell'occupazione autonoma e l'uscita dal mercato del lavoro di giovani adulti. Sul fronte dei prezzi, nonostante alcune pressioni sui prezzi degli energetici, la situazione rimane sotto controllo, con un progressivo ritorno alla normalità dell'inflazione di base, una tendenza osservata anche nell'eurozona. La stabilità dei prezzi, specialmente per i beni di consumo più frequenti come gli alimentari, potrebbe sostenere i consumi delle famiglie e quindi la crescita nel 2024. La sorpresa positiva del 2023 conferma la resilienza dell'economia italiana, che ha reagito positivamente alla crisi del Covid-19 con una crescita del PIL del 3,5% rispetto al 2019"

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