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APE SOCIALE 2024: LE COSE CHE DEVI SAPERE

Il 20 febbraio di quest'anno, attraverso la Circolare n. 35/2024, l’Inps ha pubblicato indicazioni e chiarimenti in merito alle recenti modifiche introdotte dalla Legge di bilancio 2024 riguardanti l’Anticipo pensionistico (Ape) sociale, un beneficio che offre un'indennità anticipata a carico dello Stato ai soggetti in difficoltà che desiderano accedere alla pensione a partire dai 63 anni e 5 mesi e che non sono già percettori di una pensione diretta, né in Italia né all'estero.

Le novità del 2024
L’Istituto ha delineato la proroga dell’Anticipo pensionistico per il 2024, l’aumento del requisito anagrafico per l’accesso e le regole riguardanti l’incumulabilità con i redditi da lavoro, confermando i requisiti contributivi e le altre condizioni per poter beneficiare del trattamento.

Vediamo nel dettaglio le ultime novità.

Aumento del requisito anagrafico
Le norme riguardanti l’Ape sociale continuano a valere per i soggetti che rientrano nei requisiti stabiliti dalla legge n. 232/2016, dall'articolo 1, comma 179, fino al 31 dicembre 2024, a condizione che abbiano raggiunto l'età anagrafica di 63 anni e 5 mesi (un nuovo requisito introdotto quest'anno).

I requisiti di contribuzione restano immutati per i caregiver, gli invalidi civili, i disoccupati a lungo termine e coloro che svolgono mansioni pesanti, sebbene sia stata eliminata l'esigenza di 32 anni di contributi per gli operai edili e i ceramisti, così come per le 23 professioni indicate nell'allegato C della legge n. 234/2021. L'elenco delle professioni gravose rimane quello stabilito dall'allegato C della legge n. 232/2016, come modificato dalla legge n. 205/2017 (per l'elenco completo, vedere sotto).

La riduzione del requisito contributivo di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 2 anni per le donne lavoratrici madri, rimane invariata. Le richieste di verifica dei requisiti possono essere presentate a partire dal 1° gennaio 2024.

Le nuove disposizioni si applicano anche ai soggetti che hanno soddisfatto i requisiti negli anni precedenti ma non hanno presentato domanda di verifica, così come a coloro che hanno perso il diritto al beneficio per superamento dei limiti reddituali annuali e desiderano ripresentare domanda nel corso del 2024.

Si sottolinea infine che coloro che hanno già ottenuto la certificazione possono presentare domanda di accesso al beneficio anche dopo la nuova data di scadenza della sperimentazione, fissata al 31 dicembre 2024.

Incompatibilità con i redditi da lavoro
Secondo le nuove disposizioni, il beneficiario dell’Ape sociale perde il diritto all'indennità se:

  • svolge attività lavorativa dipendente o autonoma;
  • svolge lavoro autonomo occasionale (art. 2222 c.c.) con redditi superiori a 5mila euro lordi annui. 

Per quanto riguarda la perdita del diritto, contano solo le attività lavorative svolte dalla data di inizio del beneficio fino al raggiungimento dell'età pensionabile (67 anni, fino al 31 dicembre 2026). Per quanto riguarda il limite di reddito di 5mila euro per il lavoro autonomo occasionale, invece, conta il reddito annuo percepito durante il periodo di godimento dell’Ape sociale, inclusi i mesi dell'anno precedente e successivo alla data di inizio della prestazione. I beneficiari dell’Ape sociale devono quindi comunicare all’INPS qualsiasi ripresa di attività lavorativa, oltre al superamento del limite di reddito di 5mila euro lordi annui per il lavoro autonomo occasionale, entro 5 giorni.

Per coloro che hanno ottenuto la certificazione negli anni precedenti, rimane in vigore il regime di incumulabilità, che consente di percepire l'indennità in combinazione con redditi da lavoro dipendente o parasubordinato fino a un massimo di 8.000 euro lordi annui e redditi da lavoro autonomo fino a 4.800 euro lordi annui.

Scadenze per la verifica e decorrenza
I soggetti interessati all’Ape sociale possono presentare domanda di verifica dei requisiti entro le scadenze del 31 marzo, 15 luglio e, in ogni caso, non oltre il 30 novembre 2024. Le domande pervenute dopo le scadenze saranno prese in considerazione solo se ci saranno fondi residui disponibili.

Le date entro cui l’INPS deve comunicare l’esito dell'istruttoria delle domande di verifica sono le seguenti:

30 giugno 2024, per le domande presentate entro il 31 marzo 2024;
15 ottobre 2024, per le domande presentate entro il 15 luglio 2024;
31 dicembre 2024, per le domande presentate dopo il 15 luglio 2024, ma entro il 30 novembre dello stesso anno.
L'indennità viene corrisposta dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, previa cessazione dell’attività lavorativa, sia dipendente che autonoma, svolta in Italia o all'estero. La data di inizio della prestazione non può precedere il 1° febbraio 2024. Inoltre, coloro che soddisfano tutti i requisiti al momento della domanda devono presentare contestualmente la domanda per l’Ape sociale.

Come funziona l'Ape sociale
Per ottenere l'indennità è necessario presentare domanda sul portale dell'INPS, utilizzando SPID, CIE o CNS. È anche possibile far presentare la domanda dai patronati. L'indennità viene erogata mensilmente per 12 mensilità all'anno, fino al raggiungimento dell'età pensionabile. Possono richiedere l'indennità dipendenti pubblici e privati, lavoratori autonomi e iscritti alla gestione separata che si trovano in situazioni di difficoltà, come disoccupazione, disabilità superiore al 74%, convivenza con un familiare disabile o svolgimento di professioni gravose per almeno 36 anni di contribuzione, di cui almeno sette negli ultimi dieci anni.

Le professioni gravose comprendono diverse categorie di lavoratori, come insegnanti di scuola primaria, tecnici sanitari, addetti ai magazzini, operatori sanitari e sociali, estetisti, artigiani, operai specializzati, conducenti di macchinari e molti altri.

Per ricevere l'Ape sociale, è necessario soddisfare alcuni requisiti al momento della domanda, tra cui avere almeno 63 anni di età, almeno 30 anni di contributi e, per i lavoratori che svolgono professioni gravose, almeno 36 anni di contribuzione. Inoltre, non si deve essere titolari di alcuna pensione diretta e bisogna aver cessato l'attività lavorativa.

Per le donne con figli, i requisiti contributivi sono ridotti di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni. L'indennità non è compatibile con altre prestazioni come la NASPI o l'indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale, ma può essere cumulata con redditi da lavoro fino a determinate soglie.

La domanda di verifica dei requisiti deve essere presentata entro specifiche scadenze e l'INPS comunica l'esito dell'istruttoria entro date prestabilite. L'indennità viene corrisposta mensilmente per 12 mensilità all'anno, fino al raggiungimento dell'età pensionabile.

L'Ape sociale offre un sostegno finanziario prezioso a coloro che si trovano in situazioni di difficoltà e desiderano anticipare il pensionamento, fornendo un'opportunità di sicurezza economica in un momento delicato della vita lavorativa.

 

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